Il cibo è poesia

Il cibo è una forma d’arte che va contemplata!

Se ricercate il sostantivo “cibo” sul vocabolario italiano troverete:

“cibo s. m. [dal lat. cibus]. – 1. a. Nome generico per indicare tutto ciò che si mangia.”

Ma il cibo inteso nella nostra cultura,  storia e  tradizione è un sostantivo che racchiude qualcosa di molto più profondo e radicato! Parliamo di ESPERIENZA CULINARIA per identificare l’amore e la passione per la cucina e per il cibo, qualcosa che ci trasmette emozioni e che nasce da una grande passione!

Vi faccio un esempio concreto sull’esperienza culinaria. Quando al Ristorante Ornelli arriva una bistecca al tavolo è un’esplosione dei cinque sensi:

  • la vista: un trionfo di carne alla griglia che si adagia sulla piastra
  • l’udito: lo sfrigolio della carne che finisce di cuocere davanti agli occhi dei nostri clienti
  • olfatto: un profumo inebriante che arriva diretto al cuore!
  • il tatto: una tenerezza che ti fa innamorare!
  • ed infine…dulcis in fundo…il gusto: un fantastico tripudio di sapori che lascia senza parole!!

Che dire, vogliamo ancora parlare di cibo nell’accezione più classica e grammaticale del termine? Decisamente no! 

Il cibo viene celebrato da sempre nella nostra cultura, ecco alcune frasi celebri sul cibo:

“Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. “(Ippocrate)

“Odio le persone che non sono serie riguardo al mangiare. Sono così superficiali.” (Oscar Wilde)

“Solo i puri di cuore possono fare una buona zuppa.” (Ludwig van Beethoven)

“Non c’è amore più sincero dell’amore per il cibo.”(George Bernard Shaw)

“Dopo il non far nulla, io non conosco occupazione per me più deliziosa del mangiare, mangiare come si deve, intendiamoci. L’appetito è per lo stomaco ciò che l’amore è per il cuore. Lo stomaco vuoto rappresenta il fagotto o il piccolo flauto, in cui brontola il malcontento o guaisce l’invidia; al contrario, lo stomaco pieno è il triangolo del piacere oppure i cembali della gioia. Quanto all’amore, lo considero la prima donna per eccellenza, la diva che canta nel cervello cavatine di cui l’orecchio si inebria e il cuore ne viene rapito. Mangiare e amare, cantare e digerire: questi sono in verità i quattro atti di questa opera buffa che si chiama vita, e che svanisce come la schiuma di una bottiglia di champagne.
Chi la lascia fuggire senza averne goduto, è un pazzo.”
      (
Opera Buffa di Gioacchino Rossini)

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Allora se il cibo è poesia, lasciamoci trasportare da questa piacevole poesia e concediamoci una rilassante cena con luci soffuse, musica di sottofondo e una strabiliante esperienza di gusto!

Il Ristorante Ornelli vi aspetta per questa meravigliosa esperienza!!

RISERVA IL TUO TAVOLO!

 

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